Le nuove acquisizioni nel campo della genetica hanno avuto un forte impatto sia nelle conoscenze di base che nella normale attività assistenziale.
Ricadute sulla patogenesi delle epilessie
Studi sperimentali hanno da tempo individuato la presenza di scariche parossistiche intense di una popolazione di neuroni alla base dell’epilettogenesi e il ruolo fondamentale delle correnti ioniche nel corso del suo sviluppo, in particolare le correnti del sodio, del potassio, del calcio e del cloro attraverso canali attivati da neurotrasmettitori o variazioni del potenziale di membrana.
La recente individuazione di mutazioni nei geni codificanti subunità di canali voltaggio-dipendenti del sodio, del potassio e del cloro, di recettori per l’acetilcolina e per il GABA in alcune forme di epilessia hanno confermato gli studi sperimentali e permettono di inserire oggi alcune forme di epilessia idiopatica tra le Canalopatie.
Tuttavia l’implicazione dei canali ionici in forme molto rare e ad ereditarità esclusivamente autosomica dominante impone cautela nell’estendere il concetto di canalopatie a tutte le epilessie idiopatiche. Ad oggi infatti le basi genetiche delle forme comuni di epilessia idiopatica ad ereditarietà complessa sono ignote.
Consulenza genetica e la diagnosi sindromica
Le basi genetiche delle epilessie sono ancora oggi largamente sconosciute. Nella pratica clinica quindi la consulenza genetica si basa sui dati epidemiologici familiari che permettono di definire una stima del rischio a sviluppare la malattia per ogni nuovo nato. Tuttavia l’identificazione di geni-epilessia, ad oggi implicati in rare sindromi mendeliane, fornisce al clinico specifici test molecolari per la diagnosi precedentemente affidata unicamente agli accertamenti neurofisiologici e clinici. Nelle “epilessie miocloniche progressive” ad esempio è possibile offrire la diagnosi prenatale e analizzare i portatori per l’individuazione di coppie a rischio.Test genetici vengono oggi eseguiti per la”epilessia mioclonica severa dell’infanzia” e tra le epilessie idiopatiche per le “crisi neonatali familiari benigne dell’infanzia”, per la “epilessia autosomico dominante notturna del lobo frontale”, per la “epilessia familiare del lobo temporale laterale” e per la “epilessia familiare con crisi febbrili di tipo plus”.
Implicazioni terapeutiche
Come per gran parte della genetica le implicazioni terapeutiche degli studi genetici sono ad oggi ridotte. Si intravedono tuttavia importanti prospettive. Esse consistono nella possibilità in un prossimo futuro di prevedere l’efficacia terapeutica di un farmaco in relazione alle caratteristiche genetiche individuali, nella sintesi di nuovi farmaci dotati di una azione specifica sulle proteine mutate e infine nella speranza di una terapia genica sostitutiva, poter fornire cioè nelle forme più gravi, il gene mancante.